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Scarico a Parete? G.B.D. ha risolto il problema

La Nuova legge 90 del 3 agosto rende obbligatorio lo scarico a tetto.

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La legge 90 del 3 agosto 2013 ha confermato l'obbligo di scaricare a tetto, in via generale, esteso a tutte le tipologie di edifici, anche, ad esempio, a villette unifamiliari (non solo più quindi agli "edifici costituiti da più unità immobiliari").
Prima, si poteva scaricare a parete se s'installava una caldaia a condensazione; ora, sono indicati tre casi specifici in cui è possibile scaricare a parete, rispettivamente:
1 se si va a sostituire l'impianto con uno già esistente prima del 1 settembre 2013 che già scaricasse a parete o fosse allacciato a canna collettiva ramificata;
2 se lo scarico a tetto risulta incompatibile con norme di tutela degli edifici;
3 se si dimostra, con un'asseverazione del progettista, che è impossibile tecnicamente realizzare uno sbocco a tetto, lo scarico a parete, ammesso solo per i casi in deroga, è previsto purché gli impianti siano di classe 4 e 5 nel rispetto delle norme UNI EN 297, UNI EN 483 e UNI EN 15502 e delle prescrizioni della UNI 7129:2008 (posizionamento dei terminali di tiraggio, distanze da balconi e finestre, aperture di aerazione/ventilazione) che è talmente restrittivo da rendere praticamente rarissima questa possibilità.
GBD Propone una specifica gamma di prodotti che rende sempre possibile lo scarico a tetto anche nei casi più difficili in quanto, unico nel mercato, ha un ingombro estremamente ridotto, solo 7.5 di coibentazione a camera d'aria.
L'effetto sulla parete di un edificio è lo stesso che si crea con l'installazione di un pluviale di scarico acque piovane.
Questo sistema si chiama GBD CAMERA D'ARIA UE ed è disponibile con parete esterna inox satinato, colore rame martellato e ramata con metallo di rame.
Per maggiori chiarimenti sulla materia visitate il sito www.scaricoaparete.it

E nei rari casi consentiti? NON SCARICATE COMUNQUE A PARETE, ecco cinque validi motivi:

1) Lo Scarico a Parete danneggia la qualità della vita
Lo scarico dei fumi degli apparecchi di combustione, espulso sulle pareti delle abitazioni crea enormi problemi di coesistenza tra le persone negli edifici plurifamiliari, ma anche nelle abitazioni singole indipendenti. I prodotti della combustione contengono biossido e ossido di azoto, l'ossido carbonico, il biossido carbonico o anidride carbonica e polveri sottili così da poter certamente affermare che influiscono in modo negativo anche alla sicurezza ed alla salute delle persone. I casi di segnalazioni di problemi derivanti da scarico a parete segnalati alle ASL territoriali sono stati talmente frequenti che si è sovrapposto anche un virtuoso problema di cause tra vicini di casa innescato dall'apparente fastidio (in realtà ben peggio), arrecato dai pennacchi di fumo che si dirigono verso l'altrui porta, finestra, presa d'aria, ventilazione, abbaino. Non ultimi i casi in crescita verticale di allergia e difficoltà asmatiche certamente in contrasto con uno scarico fumi in faccia alle ignare persone.

2) Formazione di un visibile e fastidioso pennacchio di vapore allo sbocco
Proviamo ad immaginarci un palazzo di sette piani dove tutti scaricano i fumi sulle pareti ed il disagio di chi non potrà praticamente mai aprire la finestra per areare i locali, o di una persona anziana, o di un bambino che gioca all'aria aperta (apparentemente aperta), sotto questa "doccia mix insalubre". I fumi o più correttamente chiamati PDC prodotti della combustione, vanno scaricati sempre sulla copertura dell'edificio al di fuori della zona di reflusso in modo che possano disperdersi nel migliore dei modi in atmosfera.

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3) Formazione di ghiaccio allo sbocco ed al suolo
Il vapore d'acqua evacuato al contatto con l'atmosfera fredda della stagione invernale, condensa e se le temperatura è al di sotto dello "zero", congela, creando dei veri e propri "candelotti di ghiaccio" molto pericolosi per la loro eventuale caduta verso il suolo

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4) Polveri sottili PM 10
Il PM10 è presente in natura, ma è generato anche e soprattutto a seguito di attività dell'uomo, ed in particolare dai processi di combustione.
Il problema di queste polveri sottili è dovuto alla loro dimensione, a mano a mano che le loro dimensioni si riducono, aumenta la pericolosità per l'essere umano, dato che non precipitano al suolo e restano volatili e non riescono nemmeno ad essere "filtrate" dal nostro apparato respiratorio, entrando quindi nell'organismo umano attraverso i polmoni. Viene riconosciuto che le polveri sottili sono causa di affezioni cardio-respiratorie, asma e riduzione delle funzionalità polmonari.
Da una ricerca del CNR emerge che le caldaie funzionanti a gas metano ad uso domestico, anche con funzionamento premiscelato, producono un quantità di polveri sottili di dimensioni tra 1 μm e 10μm che non è assolutamente trascurabile.

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5) Distaccamento dell'intonaco

Il vapore d'acqua contenuto nei fumi condensa sulla parete dell'edificio e causa il distaccamento dell'intonaco per corrosione o congelamento.

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OBBLIGO DI SCARICO A TETTO 4 agosto 2013 – Legge 90/2013

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