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| il principio di funzionamento di un camino |
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L'effetto camino, prende origine dal
fenomeno fisico generale dalla dilatazione dei gas in funzione del
riscaldamento della loro temperatura assoluta. Se consideriamo due colonne, (figura 1) di
altezza H sottoposte all'azione della gravità espressa dall'accelerazione
(g) e queste due colonne contengano due fluidi di cui uno con densità
maggiore (ra)
e uno di densità minore (rf),
se sono separate tra loro a causa di un setto di separazione che impedisce
ai due fluidi di muoversi, si attua una condizione statica. |
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![]() (figura 1) La condizione statica non è realistica
per il funzionamento di un camino ma ne costituisce il presupposto. La
colonna fredda (illustrata nella figura 1 con il colore blu) è più pesante della colonna calda
(colore giallo) e quindi esercita a
sinistra del setto una pressione maggiore che si vede testimoniata dallo
spostamento del fluido manometrico: risulta una differenza di pressione
statica (dpst)
pari all'accelerazione di gravità (g) per
l'altezza delle colonne (H) per la loro differenza di densità
(ra
- rf
). La distribuzione delle
due pressioni in verticale è diversa nelle due colonne fluide, perché
naturalmente la variazione di pressione è più forte dove c'è il fluido più
freddo e più denso (linea a). Nel linguaggio dei camini, questa differenza
di pressione viene chiamata tiraggio statico: è il riferimento più utile
per capire il funzionamento dei camini, perlomeno nelle sue
caratteristiche essenziali. |
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![]() (figura 2) |
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![]() (figura 3) |
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Riportando su un diagramma (figura 3) la pressione in ordinata e la portata di massa in ascisse si vede subito che la differenza di pressione statica è indipendente dalla portata mentre il contributo delle resistenze per attrito del camino (curva illustrata di colore rosso) è tipicamente una funzione quadratica della portata (prc). Se dalla prima si sottrae la seconda si ha il tiraggio del camino e la curva di colore azzurro che lo rappresenta assomiglia moltissimo alla curva caratteristica di un ventilatore. Quindi in camino assicura senza organi in movimento l'azione aspirante che è anche ottenibile mediante un ventilatore con apporto di energia meccanica dall'esterno. Ecco perché una volta quando non esistevano macchine operatrici o soprattutto non era disponibile l'energia elettrica per azionarle ci si affidava prevalentemente a questa azione aspirante statica e quindi si facevano camini molto alti. La necessità di questa azione aspirante |
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è sempre meno sentita è il ruolo dei
camini è soprattutto quello di portare i prodotti della combustione ad una
quota tale dal suolo od altri ostacoli affinché si disperdano
nell'atmosfera. Rimane tuttavia l'azione aspirante dei camini che a volte
è imprevista ed eccessiva ed obbliga a ridurre il tiraggio. |
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